FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Tempo libero > Sport > Sci mondiale

Sci mondiale

Sci Mentre la primavera comincia timidamente a fare capolino sopra i tetti della Ville lumière e la morsa del gelo dei mesi scorsi lascia spazio a pomeriggi soleggiati e tiepidi risvegli ecco che gli sport invernali raggiungono il culmine della loro diffusione mediatica.
Proseguono i mondiali di sci alpino e iniziano i mondiali di sci nordico. Si scivola, si slitta, si salta e si fatica tra i ghiacci e le nevi fresche della Repubblica Ceca. E noi come al solito stiamo a guardare, sognando un po’ di rivivere la magia di una natura intatta, ricordando i tempi in cui dalle montagne si scendeva con due tavolacce di legno legate ai piedi con un cordino o appesi a una slitta dai volumi sproporzionati e dalla dubbia maneggevolezza. O forse bramando più prosaicamente di essere semplicemente in vacanza sulle alpi che dividono i nostri paesi cugini, a goderci gli ultimi sprazzi di una neve che per questa stagione si è regalata senza parsimonia per la gioia intima degli appassionati di sport invernali.
Si è vista scorrere dunque dentro al piccolo schermo la Francia con le gare di Val d’Isère, l’Italia (Val Gardena, Alta Badia e Sestriere), la Russia, la Croazia, perfino il Canada e sono ormai prossime le finali del mondiale di sci alpino maschile e femminile di Are, fissate per l’11/15 marzo 2009 in Svezia.
Magro fin qui il bottino di Francia e Italia nello sci alpino. Al termine delle gare di Kranjska Gora il francese Grange è terzo in classifica assoluta mentre bisogna risalire fino alla decima posizione per trovare il primo italiano dal cognome vagamente sospetto : Innerhofer. La storia s’inverte cambiando sesso ma le posizioni non sono certo invidiabili : prime le italiane con la Fanchini al decimo posto della classifica assoluta, seguite dalle francesi con la Marchand-Arvier in quindicesima posizione.
Le possibilità del team italiano aumentano con l’inizio dei campionati di sci nordico, le cui varie discipline sorridono agli atleti di casa, specialmente nelle combinate di fondo con Di Centa e Piller Cottrer.
La notizia di gran lunga più interessante per noi si nasconde invece in uno dei comunicati stampa ufficiali della Federazione Internazionale dello Sci : uno splendido elogio delle iniziative antidoping prese dal comitato di organizzazione dei Mondiali nella repubblica Ceca. Ancora una volta al centro dell’attenzione nonché dei timori dei media e degli sponsor della kermesse sportiva si situa dunque quella che sempre più spesso figura tra le grandi piaghe delle competizioni ai giorni d’oggi : il consumo di sostanze illecite capaci di migliorare la resistenza fisica e le prestazioni degli atleti.
Il numero di controlli che includono analisi delle urine e del sangue degli atleti è cresciuto in numero smisurato durante le ultime stagioni. Per il solo mondiale di sci nordico si parla ora di oltre 450 test pre e 120 post gara, a cui si aggiungono i controlli aleatori effettuati dalle autorità organizzatrici dell’avvenimento e di altri prestatori esterni, che lavorano in modo indipendente.
Nonostante l’impegno dimostrato, la stessa FIS previene però i commenti sul delicato tema del doping : mettendo le mani avanti la federazione sottolinea che non sia il numero di controlli a garantire l’efficacia della prevenzione quanto l’intelligenza di questi ultimi, che devono essere condotti secondo criteri specificamente determinati in funzione delle tabelle di allenamento e preparazione di ogni singolo concorrente e con tempistiche tali da permettere una panoramica realistica sull’effettivo stato di regolarità degli atleti iscritti alla competizione. In sostanza si tratta ormai di agire in modo sottile e imprevedibile conducendo vere e proprie indagini segrete nei confronti degli atleti.
L’importanza accordata dalla FIS al problema mette in luce la gravità di una situazione che tende ormai a passare inosservata. Gli annunci del numero di atleti trovati positivi ai controlli non sconvolgono più gli spettatori, pronti ormai a digerire il dato confondendolo a un qualsiasi parametro statistico riguardante l’avvenimento. Per atleti malandrini e allenatori una nuova sfida è dunque in atto : quella di evitare il colpo della spada delle giustizia sportiva con trabocchetti e sotterfugi vari. A noi il compito di valutare se in fondo si possa ancora parlare nello sport di competizione pura.

dimanche 22 mars 2009, par Stefano Lazari