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Sentimenti sovversivi

di Roberto Ferrucci

Come già Cosa cambia (Marsilio, 2007), Sentimenti sovversivi è una storia d’amore. Quello per Teresa, rimasta a Venezia, e quello per due città : Venezia, appunto, che il protagonista ha lasciato e Saint-Nazaire, da dove la guarda. Un romanzo “molto francese”, dice l’autore, uscito per ora solo in Francia nella versione bilingue tradotta da Jerôme Nicholas (Meet, 2010). Una piccola provocazione per chi, come Ferrucci, è “espatriato con il cervello” (fisicamente invece abita a Venezia), verso quell’autocensura consapevole così frequente in Italia, anche tra gli scrittori.
La genesi del libro ha inizio proprio a Saint-Nazaire, dove Ferrucci, invitato per una residenza d’autore al Meet, arriva il giorno della morte di Robbe-Grillet (il 18 febbraio 2008). Un segno forse, a qualche anno di distanza dalla sua visita alle Editions de Minuit, covo editoriale di quel nouveau roman di cui Robbe-Grillet era una voce di spicco.
Un libro che è stato concepito in una delle cittadine più letterarie di Francia, frutto di una scintilla, di un’emozione, provocata in parte anche dalla coincidenza del luogo e del giorno. Questo spiega i “sentimenti” citati d’emblée nel titolo. Ma perché sovversivi ?
Innanzitutto perché Ferrucci, letterariamente parlando, “normale” non è mai stato. Il suo primo libro, Terra rossa (Transeuropa, 1993), prendeva spunto da un mito del tennis, Björn Borg, che aveva un modo di giocare poco ortodosso, un carattere freddo e glaciale, un modo straniante di stare al mondo. Il penultimo, Impassibili e maledette. Le invenzioni di Andrea Pirlo (Limina), è un omaggio ad un altro sportivo atipico, il centrocampista del Milan Andrea Pirlo, fuoriclasse in campo ma poco mediatizzato a causa del suo carattere schivo. Tra l’altro, e questo non si dice, il giocatore bresciano è di origini sinte, e gioca proprio nella squadra di Berlusconi, da qui il mistero.
Gli ultimi due romanzi di Ferrucci, incrociano una storia d’amore con la Storia del nostro paese, dal G8 di Genova nel 2001 (Cosa Cambia) all’altrettanto anomala situazione politica attuale. “Avrei voluto scrivere una storia d’amore, quando ho iniziato questo libro […] ma oggi è impossibile, credo, per uno scrittore italiano, riuscire ad astrarsi dal senso di repulsione, da quella volgarità diffusa che oggi è il biglietto da visita del mio paese” : è la frase riprodotta sulla quarta di copertina del suo ultimo romanzo.
“L’anomalia sociale, politica e culturale attuale condiziona i sentimenti”, spiega l’autore. “Il precariato, l’impossibilità di mettere su famiglia, la condizione della gente, non crea neanche più conflitto”. Lui la chiama la “generazione happy hour”, quella dei ventenni di oggi, e per spiegare perché mi racconta che una sua ex-studentessa l’ha invitato all’occupazione dell’Università, il giorno tale, “dalle 17 alle 20”. Le ha spigato che quella non era un’”occupazione”, come si intendeva ai nostri tempi (blocco dell’università, picchetti e quant’altro), ma semplicemente una riunione, pur interessante. Gli italiani sono un “popolo assuefatto a una visione del mondo appiattita, volgarizzata, banalizzata, fatta ad immagine e somiglianza dell’uomo che comanda il paese”, scrive Ferrucci sulle colonne de L’Humanité. E il paradosso è proprio questo. La sovversione oggi è essere normali, credere nella Costituzione, per esempio, esigere di essere rappresentati da una classe politica almeno decente e democratica, esprimere un’opinione diversa, persino amare. _ “Sovversivo è credere che la scrittura possa aiutare a cambiare rotta”. E per fortuna che la sovversione c’è.

dimanche 2 janvier 2011, par Patrizia Molteni