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Siamo uomini o burattini?

Ve lo dico subito, non contate su di me per fare un articolo autocelebrativo sul tema: «Abbiamo cacciato quello schifosone». Tanto per cominciare, perché non è vero che l’abbiamo cacciato. Fosse stato per noi italiani, c’è da credere che ce lo saremmo tenuto fino a ché faccia la sua fine naturale: il lifting di troppo, quello che fa mollare tutte le cuciture d’un colpo e trasforma il malcapitato in una pappetta informe, che le nipotine solerti avrebbero dovuto raccogliere con cucchiaini d’argento.
Scherzi a parte (ma coi tempi che corrono è meglio non prendere le cose troppo a cuore): lo sappiamo tutti che a sbatter fuori Berlusconi sono state le oligarchie politico-finanziarie, diciamo il G2 per farla corta.
Dunque, confesso che mi vergogno persino un po’ per il mio popolo, che non ha nemmeno saputo far pulizia in casa propria. Ma almeno questa è passata, anche se è stata lunga e dura.
Il problema è: cosa ci aspetta adesso? E non parlo nemmeno del governo Monti, chiamato a svolgere il ruolo della Fata Turchina. Avete letto Pinocchio, spero: vi ricordate?, quella che doveva convincere il burattino a bere la medicina tanto amara, che però gli avrebbe fatto passare la febbre alta. Quel bamboccione di Pinocchio, dalla paura di morire, se la ingurgita quella schifezza di medicina e lì per lì guarisce pure. Ma vi ricordate anche il seguito? Il nostro burattino, una volta scampato il pericolo, non trova niente di meglio che tornare a fare cavolate coi suoi amici il Gatto e la Volpe e ricominca una serie di disavventure che non starò qui a dettagliarvi, perché la metafora è bella quand’è corta.
Cerchiamo di esser semplici: se si vuole uscire per davvero dall’era Berlusconi, almeno dal punto di vista politico, non c’è che una soluzione, chiamamola l’alternanza. Vale a dire che non si può credere al cambiamento finché la maggioranza parlamentare sarà quella stessa che ha fin qui sostenuto tutte le turpitudini del Cavaliere, perché in Italia un governo non può governare senza il sostegno delle due Camere. Sarebbe dunque necessario, se si vuole veramente sperare (e badate bene che dico solo “sperare“) di voltare definitivamente pagina, che quella che mi limiterò a chiamare “l’opposizione“ (visto che parlare di sinistra, in Italia, sembra oggi essere una bestemmia) possa avere una maggioranza di governo.
Ma per questo, mi direte voi, bisognerà votare: bravi, anche un bambino lo capirebbe. E allora, perché Bersani ed i suoi amici non vogliono (almeno per ora) le elezioni? chiederete ancora voi, eterni ingenui che siete…
Atteniamoci alle spiegazioni ufficiali: primo, i mercati (vale a dire gli speculatori, o credevate che parlassero di quello di Porta Portese?) non permetterebbero di far ancora attendere i provvedimenti indispensabili (sapete, la medicina schifosa della Fata Turchina-Monti); secondo, con l’attuale legge elettorale, l’opposizione non può vincere le elezioni (ah bon ?).
Entrambi gli argomenti mi sembrano assai “strambi“. Non so in quale articolo della Costituzione stia scritto che sono i mercati che decidono delle scadenze elettorali in una democrazia (o bisogna mettere le virgolette anche qui?). E il signor Napolitano, mi sembra di ricordare, in quanto Presidente della Repubblica, dovrebbe essere innanzitutto il garante del rispetto della Costituzione.
Disegno di Marco Pece Per quanto riguarda la legge detta porcellum, se veramente garantisce una maggioranza eterna all’attuale maggioranza, bisognerebbe spiegarmi qual è lo scenario d’uscita da questa situazione. Si spera forse che i beneficiari di tale porcata decidano da soli di abrogarla, seguendo la cosidetta strategia del «me le taglio per far dispetto a mia moglie»? Certo, leghisti e berlusconiani non sono intelligentissimi, ma furbi sì, non l’avete ancora capito? Cosa resta allora, per far saltare questa legge? Il ricorso al colpo di stato? O alla rivoluzione? (cavolo, l’ho detto! Scusatemi, è l’euforia che mi accieca…). O forse, visto la percenuale di ex-democristiani eletti nelle file del PD, si spera nell’intervento divino, un miracolo o una bolla papale?
Mi limiterò a far notare che anche con la legge porcellum, il Partito Popolare spagnolo avrebbe vinto le elezioni di qualche giorno fa, vale a dire che con una solida maggioranza di votanti, anche l’opposizione italiana potrebbe vincere le elezioni, massì.
E come fare per trovare una larga maggioranza nel paese? E’ su questo punto che gli avvisi divergono.
Io non ho né i titoli, né l’autorevolezza per insegnare al fior fiore degli uomini politici italiani, certuni dei quali risalgono persino all’era andreottiana, come fare per attirarsi le grazie dell’elettorato. Una cosa, però, posso spiegarla: come NON fare, se vogliono evitare che tanti altri come me li mandino definitivamente a quel paese (dei balocchi).
In poche parole: non devono più fare quello che stanno facendo da quando, una quindicina di anni fa, l’operazione Mani Pulite ha servito loro su un piatto d’argento l’occasione di essere maggioranza e l’inaspettata opportunità di cambiare per davvero un paese che era già da cinquant’anni in preda al malgoverno.
Non starò a darvi troppi particolari di quello che ne fecero, gli amici dell’Ulivo, di questa inaudita opportunità, perché il ricordo è ancora troppo doloroso per accanirsi a ravvivarne le piaghe. Per essere breve, e continuare con la metafora alla quale ho deciso di affidare il mio criptico messaggio, diciamo che tornarono a gettarsi tra le braccia del Gatto e la Volpe (vale a dire di tutti i rottami del regime democristiano scampati alla giustizia ed alle sirene della restaurazione berlusconiana) e finirono persino per flirtare con quel disgraziato di Lucignolo, uno sciagurato ragazzaccio che proveniva dall’estremo Nord del paese e che si divertiva a fare politica a suon di pernacchie e canti goliardici.
Da allora ci spiegano che non si può prescindere dal fare i conti con Mangiafuoco (un vecchio signore di Arcore che divora le ragazzine e i cervelli), che non si deve spaccare il paese e che servono degli accordi bipartisan. In Italiano antico: che bisogna scendere ogni giorno a compromessi con chi ha il potere, qualunque sia il suo livello di frequentabilità, che bisogna tapparsi il naso e ficcare le mani nella merda, se possibile fino al gomito, per essere un’opposizione responsabile. E che siano anche loro responsabili, mi pare evidente, ma preferiscono non dettagliare di cosa.
Grazie a questa geniale strategia, non solo Berlusconi ha ripreso il potere, ma ci sarebbe pure restato fino ad avere esaurito le scorte di Viagra e d’avvocati, se non fossero intervenuti «i mercati», vale a dire se l’economia del paese non fosse nello stato pietoso in cui l’ha ridotta la politica economica del Genio di Arcore.
Allora, mi pare che se c’è un messaggio chiaro da far passare alle forze dell’attuale opposizione parlamentare italiana è proprio questo: alle favole non ci crediamo più da un pezzo, sennò avremmo seguito anche noi il fulgido esempio del Liftatissimo. Se proprio bisogna ingurgitare la medicina schifosa della Fata Turchina, alé, caviamoci ‘sto pensiero. Dopo, però, cari amici, mandate al diavolo Mangiafuoco, Lucignolo, il Gatto, la Volpe e tutti i burattini e cominciate a comportarvi da veri uomini. Di stato. Non di quelli che fanno bunga-bunga.

giovedì 8 dicembre 2011, di Franco Lombardi