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Social network, rete sì ma che sia sociale

In occasione dell’annuale Forum delle associazioni franco-italiane, e della creazione del portale, ottimo esempio dell’importanza di far rete, Focus in ha voluto riflettere sui social network e di quanto abbiano trasformato la comunicazione associativa (e non).
Hanno avuto un ruolo fondamentale nelle rivoluzioni arabe, sono utilissimi per iniziative di solidarietà come l’acquisto di parmigiano “terremotato” in aiuto alle popolazioni dell’Emilia-Romagna, ma è veramente il migliore dei mondi possibili?
Un primo piano divulgativo (Fabio Brusa, “Sei Google+ o Facebook?”) per chi non è ancora “connesso” – e ce ne sono! – in cui ci siamo anche posti il problema dei rischi legali legati all’uso di Facebook al lavoro per esempio (nell’articolo di Marie Brusa, avvocato) ma anche questioni più generali su che tipo di comunicazione i social network veicolano. Come dice giustamente Michele Serra non ci può essere riflessione nei 140 caratteri di Twitter, eppure i politici lo usano per fare campagna e per informare i “seguaci” (followers in twittese) sulle riunioni parlamentari in corso. Nell’analisi di Gius Gargiulo, però, il mondo virtuale gira più velocemente del conservatorismo dei nostri politici, fermi alla “video gerontology” che ha caratterizzato gli ultimi decenni. Non hanno capito l’interattività e l’esigenza di democrazia insite in questi nuovi mezzi di comunicazione, continuano a far gaffe e battibecchi inutili (“Anche i politici cinguettano”).
E questo pone un altro problema: siamo veramente diventati tutti giornalisti? Che differenza c’è tra un blogger e un giornalista vero? Di che informazioni ci possiamo fidare? Tutto sta nella credibilità e nella verifica delle fonti, spiega Giangi Cretti, presidente della FUSIE (Federazione Unitaria Stampa Italiana all’Estero). E ancora: quanta libertà abbiamo in un mondo virtuale in cui le informazioni non ti appartengono più e i software non sono liberi? Maria Chiara Prodi l’ha chiesto a Stefano Zacchiroli, docente all’università Paris 7 e presidente della Debian, una delle open source più famose al mondo.
I social network hanno cambiato la comunicazione, persino il rito stesso della scrittura come rimpiange Ruggero De Pas al grido di “per favore ridatemi la mia vecchia macchina da scrivere” (“Elogio alla Lettera 32”). Più seriamente Gianni Cudazzo ci spiega le regole d’oro della comunicazione associativa, per usare al meglio tutti i mezzi ormai a nostra disposizione.
Sì perché quello che emerge molto chiaramente da questo primo piano è che il mezzo non è messaggio - come a volte si tende a dimenticare - e che ogni mezzo è buono se usato con discernimento. La TV ha insegnato la lingua italiana a milioni di telespettatori, li ha “acculturati” alla letteratura e al teatro, ma l’intento iniziale è stato cancellato, deformato, usato a fini propagandistici da Sua Emittenza l’ex premier. Le mail e sistemi di telefonia gratuita come free o skype hanno cambiato la vita a milioni di migranti che finalmente possono mantenere i contatti con amici e parenti in tempo reale. Volete mettere con la corrispondenza di una volta in cui tra la lettera e la risposta passava minimo un mese e mezzo? Questo però non vuol dire che bisogna invadere lo spazio vitale degli altri. E forse è proprio qui il punto: come quando si parla bisognerebbe prima di aprir bocca riflettere e chiedersi: “interessa veramente al mio interlocutore quello che sto per dire?” A maggior ragione quando gli interlocutori, follower, fan o connection che siano, sono centinaia. Che poi è il principio stesso della rete: comunicare e condividere idee, passioni e battaglie.

SOMMARIO DEL PRIMO PIANO:
- "Social network, rete sì ma sia sociale" di Patrizia Molteni
- "Quando il mezzo diventa messaggio" di Patrizia Molteni
- "Giornalisti per caso", intervista a Giangi Cretti
- "Sei su Google+ o Facebook?" di Fabio Brusa
- "Dimmi con quale rete socializzi e ti dirò chi sei" di Fabio Brusa
- "Le reti sociali aiutano a... perdere il posto" di Marie Brusa
- "Social network e politica: un paese per vecchi" di Gius Gargiulo
- "Anche i politici cinguettano" di Patrizia Molteni
- "Comunico ergo siete: la comunicazione associativa": di Gianni Cudazzo
- "In un mondo che... prigioniero è... navighiamo liberi..." intervista a Stefano Zacchiroli a cura di Maria Chiara Prodi
- "Elogio alla lettera 32" di Ruggero De Pas

mercoledì 27 giugno 2012, di Patrizia Molteni