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Sport e convivialità

Il primo maggio festa del lavoro, festa dell’unità, festa dell’amiciza. Chi ne approfitta per un weekend lungo di vacanza, chi aspetta il famoso dibattito presidenziale e chi si dedica alla sua grande passione.
Per Pascal Di Placedo alcun dubbio: si tratta di calcio, ancora una volta! E della Juventus, quest’anno, al suo 30° scudetto.

Eh sì perché da tutta una vita ormai il benevolo amico della Juve si dedica anima e corpo alla Signora e allo sport in compagnia.
È durante un veglione di capodanno nell’ormai lontano 1988 che con qualche amico Pascal decide di fondare il suo club. L’idea è di ricongiungere gli spiriti dopo che il businness e le divergenze delle rispettive squadre avevano fatto crescere un po’ le distanze. Creare un club per ritrovarsi tra amici, giocare per passione, andare tutti insieme a guardare le partite .. e siccome nel gruppo c’era qualche italiano e qualche juventino perché non fare della gloriosa fiamma del calcio iltaliano un leit-motif per l’associazione ?
È così che oggi si ritrovano uniti nel segno della Signora ben 785 iscritti (70% d’origine italiana) allo Juve Club dell’Essonne-Parigi. Giovani e vecchi, grandi e bambini, uniti dall’amore per il calcio, dall’amore per la Juve. Divisi in tre grandi gruppi: i tifosi, quelli attivi del calcio-gala, che partecipano ai tornei con relative bicchierate, e quelli del weekend, che partono in trasferta con tutta l’associazione per aiutarne il finanziamento, totalmente autonomo.
Il primo maggio si sono ritrovati tutti a St Michel sur Orge, città dell’Essonne in cui ha sede l’associazione e dove, al ristorante Mammamia, gli aderenti si trovano a guardare le partite più importanti. Inutile dire che i giocatori dello Juventus Club erano talmente numerosi da formare ben due squadre, di cui una denominata per l’occasione “Mamma mia”.
Per questa ottava edizione, venti squadre, un torneo di match “rapidi” di calcio a sette, con squadre di associazioni provenienti da tutta la Francia. Una giornata di sole, inaspettata in questa primavera piovosa, dalle 9 alle 18 i giocatori si sono sfidati mentre intorno a loro mogli, figli, fidanzate e amici facevano il tifo, o si riposavano lungo le rive del fiume che costeggia il terreno di gioco e, soprattutto, si dilungavano in aperitivi e barbecue. “Siamo un gruppo di amici, non è importante vincere”, dice Pascal mentre si dà da fare per organizzare l’aperitivo, sigaretta che gli pende dalle labbra, “la convivialità e lo spirito sono molto più importanti”. Con questo spirito qui, però, hanno vinto il Challenge (un trofeo fatto fare dagli organizzatori in onore di un compagno di calcio che si è suicidato qualche anno fa) per ben tre volte consecutive. Tra le altre presenze italiane: Parma-Piacenza, Dolce Italia (Sens) e gli Amici di Gallinaro, che sono arrivati addirittura in finale.
Il tutto – e questo è la forza di questo torneo - interamente autofinanziato e nel segno dei grandi valori che guidano Pascal e la sua équipe in quest’avventura: il rispetto, la convivialità, l’altruismo e l’amicizia. Nonostante la pressione del profitto che si fa sentire ormai anche negli ambiti associativi qui non c’è spazio per lucrare. I valori sono quelli sinceri di gente appassionata, che si fa in quattro per chi condivide le stesse passioni ma senza domandare niente in cambio.
Centinaia di persone hanno assistito al torneo, con un ospite d’onore, Richard Taxy, attore di teatro, cinema e televisione e vice presidente della squadra dei Polimusclés, in cui giocano attori e musicisti.

mercoledì 27 giugno 2012, di Stefano Lazari