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La copertina d’autore

Stefania Chieffi, in arte Stif

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©Stif

In che modo l’illustrazione è entrata nella tua vita ?

Prima dell’illustrazione, disegnare mi ha accompagnato fin dai miei primissimi anni ; da piccola ho prediletto questo tipo di comunicazione, non riuscendo a farne a meno, mai. Ricordo che ogni momento che avevo era occupato dal disegno, ne ero completamente rapita. Decisi di affidarmi ad un percorso-compromesso tra l’arte ed il lavoro, iniziando i miei studi di graphic design. C’è stato un lungo periodo durante il quale il disegno è quasi scomparso dalla mia vita, finché il peso della scelta fatta non ha provocato un forte smarrimento emotivo e lavorativo ; in quel momento decisi di seguire la mia vocazione in maniera professionale, andando contro a tutti i dubbi e incertezze, cominciando a studiare illustrazione per l’infanzia.

Come cerchi l’ispirazione ? Il mondo onirico influenza i tuoi disegni ?

Assolutamente sì. Sono molto legata all’onirico e alla magia della vita e mi aggrappo molto a questo legame, soprattutto in un mondo come quello di oggi, dove la "ricerca" ossessiva e superficiale della verità ha portato ad un allontanamento dalle isole felici che ognuno di noi si costruiva ; è per questo che le mie illustrazioni parlano del sogno ad occhi aperti, della comunicazione reale attraverso l’invenzione, poeticamente, con l’obiettivo di ritornare, almeno per un momento, a quando si aveva il tempo di riflettere in maniera più gioiosa e filosofica su ciò che accadeva intorno.

Hai illustrato i Canti orfici di Dino Campana. I contenuti stilistici, l’affollamento di immagini e colori (perfino il vuoto è riempito di luce) ha rappresentato per te una difficoltà o un’opportunità ? Quali scelte hai compiuto per tradurre la sua visionarietà ?
Illustrare e curare questo progetto è stata un’esperienza unica. Il mondo di Dino Campana è stato solo fonte d’ispirazione. Durante la fase di progettazione, che ho curato insieme al poeta Valeriano Forte, ci siamo concentrati innanzitutto su chi fosse Dino Campana, prima dei Canti Orfici ; è stato questo il punto di partenza, trovare un modo di rapportarsi a questo poeta, prima che alla sua opera, ed è di fatto ciò che il progetto grafico racconta, il viaggio di Dino Campana e il nostro nel suo, attraverso due elementi scelti per simboleggiare la sua poetica : un caleidoscopio ed un papavero bianco. Il primo ci servirà per la ricerca di una chiave che possa schiuderci le porte dell’onirico campaniano, cosa che ci porta al secondo elemento ovvero il papavero bianco, bianco come la purezza, quella purezza che Dino ostinatamente ricercava in maniera spasmodica attorno a sé. Le cinque illustrazioni vogliono raccontare la ricerca, lo smarrimento, la poesia. Dino è assolutamente il protagonista indiscusso di tutto il lavoro e non ha fatto altro che regalarmi mille opportunità per raccontarlo.

Cosa ti piacerebbe illustrare, oggi ? C’è qualcosa che invece non vuoi disegnare ?

Mi piacerebbe disegnare per i bambini, per due motivi : il primo è che i bambini hanno tutto il tempo del mondo, non hanno bisogno di perdersi nei sogni perché già ci sono e capiscono tutto, in modi che noi nemmeno ricordiamo ; il secondo è quello di preservarli e proteggerli, senza nascondergli nulla, anzi raccontandogli tutta la verità, senza fargli sentire che qualcosa per loro è vietato o troppo grande, rispettando il loro modo di vedere le cose. Non vorrei disegnare nulla che alimenti il meccanismo in cui siamo oggi, il crescere nell’illusione che si è creata di non avere tempo, dove il tutto non è valutato per la sua interezza ma per la sua commerciabilità. Vorrei che l’arte e l’illustrazione riportassero l’attenzione su ciò che è davvero importante, restituire la libertà dell’essere vivi, alla quale in realtà tutti tendiamo. Questo mi piacerebbe illustrare, qualcosa che aiuti il ritorno ad un’umanità, nel suo lato più magico, che sembra appartenerci sempre meno.

Stif

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Cover CD "Canti orfici" di Stif

Stefania Chieffi in arte Stif nasce nel 1987, consegue la laurea in Graphic Design presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, si specializza in Illustrazione presso la Scuola Italiana di Comix. Il suo lavoro dà forma e colore sia a classici della narrativa, che a racconti di scrittori underground. Celebre la serie dei segnalibri ideati per la giornata di sensibilizzazione Poetica del Movimento 100 Thousand Poets for Change. Nel suo lavoro unisce l’analogico al digitale, ha realizzato l’illustrazione della copertina per l’ultimo disco di GNUT Domestico, l’audiolibro dei Canti Orfici del poeta Dino Campana, prodotto nello scorso giugno dalla Fondazione Alfonso Gatto. Ha preso parte al progetto poetico/artistico Muri d’Autore nel Rione Fornelle di Salerno.

lundi 13 mars 2017, par Lucia Saetta