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Strano ma Vero - 007

un esercizio di fanta-enigmistica

Settima puntata su Focus In della saga fanta-enigmistica dei coniugi Sbigotti, artisti disadattati in un Paese un po’ caotico. Come sapranno i lettori che fin qui ci hanno seguito, l’unico conforto nella complicata esistenza dei nostri eroi pare sia la lettura de La Settimana Enigmatica, ultima rivista cartacea di controinformazione italica del prossimo futuro (immaginiamo d’essere intorno alla metà del XXI secolo d.C. o, per i più nostalgici, dell’era post D.C.).

Tredici agosto 2053. Arturo e Adelina Sbigotti tentano di esibirsi nel Teatro di Bovolone gestito da Madame e Monsieur De Ponce, due noti trafficanti marsigliesi di tonno radioattivo in scatola. I De Ponce, pochi anni addietro, si riciclarono in Italia grazie a un’ordinanza del Comitato di Liberazione dell’Alto Veneto che li ingaggiò come esperti di cultura “identitarista-del-chissacché”, ultima trovata del Serenissimo Ministero della Cultura del Nordest. Tuttavia, a causa di un codicillo stilato in gaelico dai due volponi d’oltralpe, i nostri artisti sono costretti ad alternare le loro esibizioni alla pulizia dei cessi dell’Assessore alla Trasparenza del Nuovo Veneto Redento. Dopo un mese di supplizio, gli Sbigotti riescono a fuggire dal Teatro e a raggiungere la frontiera trentina, trovando rifugio in un vecchio maso disabitato. Lì, fra lo stormire delle fronde alpine, finalmente possono concedersi una pausa nella loro travagliata esistenza e sfogliare la loro rivista preferita: La Settimana Enigmatica.
Arturo – Ecco, la Settimana Enigmatica dedica questo numero a quella curiosa abitudine italica dei rimborsi...
Adelina – Dei rimborsi?
Arturo – Sì, sai quella storia dei consiglieri regionali che in quegli anni oscuri si facevano rimborsare le loro spesucce quotidiane... Dai leggiamo!
Adelina – Strano ma vero, ben diciassette consigli regionali su venti, fra il 2012 e 2014 vennero inquisiti dalla magistratura per un uso improprio dei fondi a loro disposizione.
Arturo – Ecco, nel dettaglio, le curiose necessità dei consiglieri di alcune regioni nell’esercizio della loro attività istituzionale...
Adelina – Leggo io... Piemonte. Assai variegata la lista a queste latitudini: foulard, cravatte, tosaerba, campanacci per bovini, multe, carburante, biglietti per lo stadio, mutande rigorosamente verdi in tinta “Lega Nord”, consolle giochi per i figli. Fra i rimborsi figuravano ben cinque cene consumate la medesima sera dal governatore Cota, noto all’epoca anche per essere stato capace di consumare un caffè a Torino mentre si trovava a Bruxelles.
Arturo – Cota... Chi la vól cóta, chi la vól cruda, chi vól la tòurta, chi vól i turtì...
Adelina – Come?
Arturo – Niente, è un detto emiliano...
Adelina – Continuo... In Lombardia era in testa alla classifica per il solo 2012 la Lega Nord con quasi 600 mila euro di rimborsi, in coda il partito dei Pensionati che, con un solo consigliere, spese appena 827 euro...
Arturo – Per la dentiera?
Adelina – Ma a quella non ci avrebbe pensato il Cavaliere?
Arturo – Fu surclassato da Grillo che promise dentiere fatte in Municipio con la stampante 3D!
Adelina – Boh... riprendo... Al Pirellone gli articoli più gettonati dai consiglieri erano: pranzi di compleanno, bottiglie di vino, cesti natalizi, computer, tablet, cioccolatini e toscanelli. Curioso l’acquisto del consigliere Raimondi, che si fece rimborsare 2.527 euro per 120 copie del libro “Maria Regina, icone dell’Italia del Sud”. Inquietante, infine, anche per quei tempi di spensieratezza, la spesa di circa 10.000 euro in sushi della consigliera Nicole Minetti...
Arturo – ... L’Emilia Romagna si confermò la regione delle “buone forchette”, visti gli ottomila euro che il gruppo PD si sparò in un sol colpo per panettoni e zamponi, i 44.000 euro in pasti del pidiellino Bartolino e i 43.000 del suo compagno di partito Villani, in solo un anno e mezzo. In coda alla classifica il consigliere Casadei che si fece restituire 50 centesimi per aver usato un wc pubblico a gettoni.
Adelina – Liguria: cibo per gatti, soggiorni alle terme, mutandine di pizzo...
Arturo – Le mutande non mancano mai! Basta che noia!
Adelina – Senti questo... In Trentino Alto Adige, fra i 298 mila euro rimborsati ai gruppi consiliari nel solo 2011, spiccava, oltre a cene, viaggi e pernottamenti, la spesa per il lavaggio d’un cane.
Arturo – D’un cane?
Adelina – Sì, d’un cane...
Arturo – Quando arriva il cane, arriva anche la coda!
Adelina – Strano ma vero: fra le curiosità locali nella provincia autonoma di Bolzano, il rimborso chiesto dal gruppo della destra indipendentista Freiheitlichen di uno scontrino da 65 euro per un “vibratore toy”, biancheria erotica e un non meglio precisato “articolo scherzo”. Non riferibili i commenti dei cittadini indignati, che auspicarono sui blog precise applicazioni dell’oggetto stimolante...
Arturo – Continuiamo... Lazio, cene, viaggi in Porsche, finanziamento circoli di rugby. Il campione riconosciuto dei rimborsi fu un certo Fioroni, capogruppo Pdl, soprannominato “Il Batman di Anagni”, capace di scialacquare un milione e trecentomila euro...
Adelina - Campania: bruciati in modo poco chiaro 2 milioni e mezzo di euro in due anni. Gli articoli più gettonati: cialde di caffè, sigarette, sfogliatelle, tintura per capelli, occhiali da vista, farmaci... Fra i più avveduti ci fu chi pagò con i rimborsi pubblici anche la tassa per la spazzatura.
Arturo – Grandioso corto circuito fiscale!
Adelina – In Basilicata un assessore era specializzato nella contraffazione delle ricevute di ristorazione. Con tratto sicuro egli aveva l’abitudine di aggiungere una cifra, trasformando - per esempio - una ricevuta da 25 euro in 325 euro. Fra i misteri regionali quello del Governatore De Filippo che acquistò in un sol colpo 3.840 euro di francobolli!
Arturo – Guarda... Anche in Calabria con i rimborsi regionali qualcuno pensò di pagarci la tassa della spazzatura. Qualcun altro si fece rimborsare i gratta e vinci. Per tutti, comunque, cene, profumi, balli cubani, valigie, acquisti su Sky, argenteria. I più pietosi pensarono agli omaggi gastronomici per i parenti di un defunto.
Arturo – Sardegna, pecore, vitelli, feste di nozze... Sono stufo! Aiuto Adelina!
Adelina – Guarda questo! Strano ma vero, in Sicilia, nonostante anche il più antico parlamento d’Europa fosse investito dagli scandali per i rimborsi, il 31 dicembre del 2013 i deputati si affrettarono ad assumere decine di nuovi portaborse. Infatti una norma approvata dagli stessi prima di Natale consentiva di salvare i contratti in essere alla data del 31 dicembre, evitando così di non incorrere nei tagli della spending review. I deputati regionali presentarono in tempo record i contratti di assunzione di decine di collaboratori, incassando così un ulteriore contributo di 3180 euro mensili. In un batter d’occhio la Regione Siciliana dovette stanziare 2 milioni in più nel suo già disastrato bilancio.
Arturo – Un certo sconcerto provocò la notizia che i 14 deputati grillini, fino a quel momento fustigatori della politica spendacciona, quel giorno si affrettarono ad assumere 17 collaboratori, portando da 12 a 29 i “portaborse” del gruppo, fra cui anche alcuni candidati cinquestelle non eletti.
Adelina – I 90 deputati del Parlamento siciliano si garantirono ben 175 collaboratori. In quell’epoca di drastici tagli ai bilanci pubblici, la Regione Siciliana riuscì a moltiplicare le spese del Palazzo garantendo tre milioni e mezzo di euro all’anno per i portaborse, più altri quattro milioni per gli 86 dipendenti interni all’Assemblea, giungendo a costare quasi cinque volte di più del consiglio regionale lombardo.
Arturo – Beh, ma in Sicilia vi fu la benedizione pentastellata...
Adelina – Non scherzare! E parla piano! Sai che i boy-scout di Casal Taleggio ogni tanto scorazzano fra queste cime! Non voglio tornare al centro di rieducazione per i dissidenti informatici! Non sopporterei un altro blog-shock e un mi-tap sulla bocca!
Arturo – Senti chiudiamo per oggi risolvendo questo rebus...
Adelina – Ma è una cosa per bambini!
Arturo – Hai ragione, ma ho un tale frullato nella testa che vorrei tanto tornare all’asilo! Lo trovi strano?

martedì 17 giugno 2014, di Gigi Borruso