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Terremotati sociali

Continua a tremare la terra in Abruzzo. Le scosse rilevate dall’INGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia) alla fine del mese di agosto hanno avuto una magnitudo pari a 2.0 e 2.4, con epicentro a 10 Km di profondità tra il capoluogo abruzzese e Rieti (Lazio). Il Sindaco dell’Aquila ha ordinato l’immediata chiusura del centro storico, di tutti i cantieri all’opera, delle poche attività commerciali che erano state riaperte con l’assoluto divieto di ingresso nella città fino allo scorso 6 settembre.

Manifestazione in AbruzzoA distanza di un anno e mezzo dal forte terremoto è difficile parlare di un ritorno alla normalità. Nonostante l’apertura dei cantieri, il progetto C.A.S.E. e le sistemazioni provvisorie, la sensazione più forte che tormenta i cittadini è quella della paura. Dopo le prime scosse della fine di agosto, molti cittadini hanno scelto di tornare a dormire in macchina, fuori per le strade, mentre altri ancora hanno preferito recarsi nelle tende di nuovo allestite dalla Protezione Civile nelle aree di accoglienza.
Situazione ancora molto difficile per il capoluogo abruzzese, a cominciare dalla mancanza di liquidità. Piccoli e medi imprenditori sono sull’orlo del collasso, ad un passo dalla chiusura definitiva delle attività. Si lavora molto, ma i pagamenti si rinviano a date indefinite, e il maggiore rischio è quello delle infiltrazioni mafiose, contro le quali solo lo Stato può avere un ruolo risolutore e di protezione. Nel frattempo il Governo italiano ritarda importanti decisioni, e si aprono nuove indagini a livello regionale sul tema della ricostruzione. Durante lo scorso mese di agosto l’ex assessore alla Protezione civile, Daniela Stati, è stata costretta a dimettersi dopo l’avvio dell’inchiesta su presunte tangenti e favoritismi nell’assegnazione dei lavori post-sisma in cambio di auto e gioielli. Con l’ex assessore erano finiti in carcere anche il padre della donna, Ezio Stati, figura di spicco del Pdl ed ex assessore regionale, Vincenzo Angeloni, ex deputato di Forza Italia, e Marco Buzzelli, compagno della Stati, assessore regionale dimissionario con deleghe alla Protezione civile, i rifiuti e l’ambiente, mentre per Sabatino Stornelli, amministratore delegato di Selex Service Management, società Finmeccanica, è stato disposto l’obbligo di dimora nel Comune di Roma. Le indagini sono attualmente in corso, mentre gli accusati preparano le linee di difesa in vista del processo.
Senza considerare la situazione in cui riversano le principali attività economiche della città, che sono sempre state le Amministrazioni periferiche, l’Università e le industrie. Gli enti pubblici decentrati in diverse località nelle vicinanze dell’Aquila, corrono il rischio di essere trasferiti presso la città di Pescara, già sede del Consiglio e della Giunta regionale. L’Ateneo riprende le attività a fatica, non ci sono abbastanza iscrizioni, a volte scoraggiate anche da chi continua ad avere il coraggio di speculare proponendo affitti per studenti a prezzi paragonabili ai quartieri Parioli di Roma. I poli di attrazione industriale della provincia sono concentrati maggiormente nei centri di Sulmona, Avezzano e L’Aquila, e la situazione è altrettanto preoccupante.
I dissapori da parte degli aquilani erano cominciati già da questa estate, quando durante luglio, un corteo di cittadini si era recato a Roma per far sentire le proprie ragioni sul problema delle tasse e la richiesta del congelamento dei mutui. Molti manifestanti avevano assediato Palazzo Grazioli, sede romana di Silvio Berlusconi, con lo slogan “Vergogna, a voi le pensioni d’oro e a noi le macerie”. Ma gli scontri più gravi sono avvenuti in Piazza Colonna, dove alcuni ragazzi sono stati presi a manganellate, e un bar della strada è diventato un ospedale di fortuna per un ragazzo con il volto ricoperto di sangue. Anche il Sindaco Cialente si è ritrovato coinvolto in una serie di spintoni dati nella folla che componeva il corteo, fino al racconto delle problematicità che gli impedivano come vice commissario per la ricostruzione (poi dimessosi), di pagare gli alberghi dove tutt’oggi alloggiano gli sfollati, con spese intorno ai 20 milioni al mese. Nella stessa giornata è arrivato l’annuncio del Governo che il recupero dei tributi e contributi non versati avverrà in 10 anni, e le cifre arretrate si inizieranno a pagare a partire dal 1 gennaio 2011, in 120 rate mensili. Secondo il Sindaco indubbiamente c’è stato un passo avanti, ma non è sufficiente a risolvere una situazione grave. Un lavoratore aquilano ha uno stipendio netto di 1000 euro al mese, a questa cifra dovrebbe togliere più di 200 euro, senza contare tutte le altre spese quotidiane. Si tratta di detrazioni difficili da sostenere da parte di tanta gente.
Polemiche anche sul fronte dell’informazione riguardante l’attività sismica. Nelle scorse settimane il Presidente dell’INGV, Enzo Boschi ha dichiarato : “I dati sulle scosse di terremoto non saranno più pubblicati online, perché causa di speculazioni”. Contrattacca Mario Tozzi, primo ricercatore del Cnr, che richiede subito le dimissioni : “Il Presidente Boschi conserva la stessa poltrona da trenta anni. Il compito principale di questi istituti è proprio quello di divulgare i dati”.
Nel frattempo l’ISTAT prepara il censimento annuale sulla popolazione per il 2011. Non sarà facile capire come procedere nelle zone terremotate escluse dall’attività statistica, in quanto è necessario compilare un questionario spedito a casa. Eliminare i dati potrebbe corrispondere al timore della popolazione sul declassamento dell’Aquila come capoluogo di regione, poiché l’elemento demografico sarebbe insufficiente per rispettare i termini necessari.

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vendredi 8 octobre 2010, par Raffaella Cordisco