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Terremoti e precauzioni

A Roma non c’è stato un terremoto l’11 maggio. Non sembrerebbe una grande notizia, ma sembra che un notevole numero di persone non sia andato a lavorare per paura della profezia di un oscuro signore morto quarant’anni fa, certo Raffaele Bendandi, che comunque pare non l’avesse mai fatta.
Il che prova ancora una volta, come se ce ne fosse bisogno, che i profeti di sventura hanno sempre una buona accoglienza. La gente si annoia, e la prospettiva di un bel disastro è sempre un buon argomento di conversazione, come il tempo che fa.
Pensate ai disastri aerei. Ogni volta che ne succede uno finisce in prima pagina sui giornali di tutto il mondo, perché sono morte un centinaio di persone. Ma delle 6000 che muoiono ogni anno per incidenti stradali solo in Italia (20 al giorno !) non si sente parlare quasi mai. E l’aereo resta di gran lunga il mezzo di trasporto più sicuro al mondo, a parità di chilometri percorsi.
E’ un po’ come il problema delle centrali nucleari. Quando se ne rompe una crea enormi disastri. Vero. Ma quando si rompono cento installazioni chimiche ? Io ho più paura della chimica, perché è molto più diffusa e capillare. Vi ricordate Seveso ? Ancora vi nascono bambini deformi. Ed era “solo” chimica.
E se frequentate i telegiornali avrete sentito parlare del Principio di Precauzione, che dichiara che nessuna nuova scoperta scientifica o tecnica si dovrebbe applicare finché non sia dimostrato che non arrecherà danni. (Conferenza sull’Ambiente e lo Sviluppo delle Nazioni Unite - Earth Summit) di Rio de Janeiro del 1992).
Vi sembra ragionevole ? Non lo è. E’ una formulazione completamente assurda. Proprio perché si parla di cose nuove è impossibile prevederne tutti gli effetti senza averle sperimentate in pratica. Eppure tanti se ne riempiono la bocca. Gli stessi per cui qualunque modifica alla situazione attuale potrebbe portare alla rovina, quindi non bisogna mai fare qualcosa di nuovo. Ma allora va ancora bene Spinoza. Siamo nel migliore dei mondi possibili.
Fortuna che c’è ancora in giro qualcuno che crede alla scienza. Per quanto mi riguarda, il fatto che se fossi nato cento anni fa sarei già morto è sufficiente a darmi ancora una bella spinta verso il progresso.

dimanche 12 juin 2011, par Luciano Trasatti