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Toghe rosse e calzini turchesi

Calzini turchesi Ci si sarebbe aspettati che quest’anno Babbo Natale, per solidarietà ad un’altra categoria "rossa" come lui (ma Babbo Natale era comunista ?), quella delle toghe rosse, decidesse di indossare degli stravaganti calzini turchesi. Chissà ? Forse Mediaset avrebbe pedinato anche lui, come ha fatto con il giudice Raimondo Mesiano, seguito e ripreso durante la sua passeggiata del sabato mattina, mentre fumava, passeggiava, comprava il giornale e andava dal barbiere (altra coincidenza, sospetta pure lei : il giudice, con il viso cosparso di schiuma da barba, somigliava molto a Babbo Natale).
L’inviata di “Mattino Cinque” descrive pedissequamente ciò che vede, infiltrando, qua e là, qualche aggettivo qualificativo talvolta un po’ troppo qualificativo. Un esempio, diventato famoso : i calzini turchesi indossati dal magistrato sono “stravaganti”. La giornalista prosegue poi commentando che Mesiano deve approfittarne il sabato mattina, per indossare siffatti calzini perché, certo, nelle aule del tribunale non sarebbero appropriati (o, forse, stonerebbero con la toga rossa ?). Enrico Mentana, che è stato per anni direttore del TG5, ha definito il servizio uno “schiaffo su commissione”, una cosa che lui non avrebbe permesso. Non per niente, ha smesso di esser direttore da un bel pezzo, lui. A Mediaset avere delle opinioni, ed esprimerle, non dev’esser visto di buon occhio. Per fortuna il fatto, almeno stavolta, non è passato inosservato, e ad esprimere disgusto per l’accaduto sono stati tanto i giornalisti quanto i magistrati e perfino il direttore di “Mattino Uno”, Claudio Brachino, ha dovuto ammettere che la parola “stravagante” non era un aggettivo adatto. Il nocciolo, però, non sta tanto nelle parole utilizzate, che pure sono il mezzo, quanto nella scelta stessa di eseguire un tale schiaffo mediatico, per usare un’altra espressione utilizzata dai quotidiani che, mi sembra, in questo caso, calzi abbastanza (i calzini). Questo è il più grande, il più recente, il più evidentemente legato a una causa (la sentenza Fininvest-Cir, con la quale Mediaset è stata condannata a versare 750 milioni di euro alla Cir di De Benedetti, per aver corrotto alcuni giudici romani danneggiando, appunto, la Cir), ma sono tanti i personaggi politici del polo delle libertà (possiamo escludere, forse, Fini) che cercano di discreditare i magistrati e il lavoro che svolgono. Non solo, la magistratura viene accusata di voler esercitare un potere che non dovrebbe avere, un potere che si prende quando dovrebbe limitarsi ad eseguire le leggi elaborate in sede parlamentare. Insomma, la magistratura si prende con la forza il potere giudiziario. Un paradosso ? No, sono le parole dell’ex ministro della giustizia Castelli a Radio Uno. Ma non è la prima lezione di ogni corso di educazione civica che i poteri legislativi, giudiziari ed esecutivi devono rimanere separati ? E’ già diventato vecchio il corso che ho seguito io, oppure è il ministro Castelli che ha scordato le basi ?

lundi 11 janvier 2010, par Valentina Fini