FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Economia > Tremonti comanda color... rosa ottimista

Tremonti comanda color... rosa ottimista

Dobbiamo diventare ottimisti ! Cosa ci è venuto in mente di aver paura della crisi ?

Giulio Tremonti Ci abbiamo messo anni per entrare in un crack finanziario praticamente mondiale e appena due anni ad uscirne. Dobbiamo vedere rosa. “Siamo in zona prudenza. La paura è finita, ed è finita perché sono scesi in campo i governi”, ha detto il Ministro dell’Economia Tremonti, sottolineando che “nel mondo, un’enorme massa di debiti privati è stata girata sui debiti pubblici, e questo trasferimento è stato decisivo per eliminare la sfiducia”. Resta da vedere come il debito pubblico può assorbire quello privato. Forse sempre spinto da quel che lui stesso chiama il suo inguaribile ottimismo, ha anche dichiarato : “Non lasceremo indietro nessuno : i fondi per gli ammortizzatori sociali sono oltre l’immaginabile”. Che Tremonti ce la metta tutta per far quadrare i conti nell’economia italiana è credibile, che il pessimismo abbia un effetto di rallentamento supplementare che paralizza anche chi potrebbe investire è vero, come è vero che la globalizzazione va meglio gestita ma è vero anche che stiamo dimenticando che un rallentamento della crisi finanziaria non significa rilancio dell’economia. Gli analisti possono gridarlo sui tetti di essere in grado di anticipare cattive notizie riguardo alle economie della zona euro a partire dalla fine del 2009 e nel 1° semestre 2010 a causa della regressione del consumo. Cattive notizie legate all’impiego, ai salari… Ma ai politici non fa buon gioco dirlo. E la negazione di un problema non aiuta a trovare una soluzione. La crisi partita dagli Stati Uniti ed arrivata come uno tsunami in Europa può anche ritrarsi ma l’impatto nei paesi sviluppati sarebbe di 25.000.000 di disoccupati entro la fine del 2010 secondo l’OCSE, contando appunto i paesi che ne fanno parte. In fondo l’Italia ha fatto fronte all’impatto “meno peggio” di altri paesi e ci ritroviamo in classifica tra la Francia e la Germania ma, nonostante i segnali di un miglioramento della congiuntura i licenziamenti non si interromperanno miracolosamente. Le aziende non possono rimettersi a creare posti di lavoro più rapidamente di quanti ne distruggano. Anche il direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, il francese Strauss-Kahn ha appena tenuto dei propositi ottimisti “Il peggio è dietro di noi”, ma ha anche messo in guardia contro il “rischio di nuovi shock finanziari”. Eppure, sempre secondo Tremonti, “il conflitto sociale è finito” e sembra che per il Ministro non tutti i mali vengano per nuocere poiché ha anche dichiarato : “ora abbiamo l’opportunità di costruire il secolo nuovo in termini positivi e la fortuna di vivere un tempo non banale, ma eccezionale”. Questo vale per chi ha i mezzi di crearsi una nuova vita ma questa crisi che molti politici ci hanno detto “imprevedibile” ma della quale si aveva sentore già da tempo ha distrutto molte famiglie, in Italia come in tanti altri paesi. E’ grave avere l’impressione che i politici vivano in un altro mondo e ricordo un aneddoto poco simpatico : durante una puntata di “Annozero”, sono intervenute 120 operaie della società La Perla, piccole mani che per anni hanno cucito pizzi su biancheria di seta, coinvolte nel piano di licenziamenti del Gruppo. Il Ministro Tremonti ha detto che in periodo di crisi si può anche fare a meno di comprarsi una camicia da notte da 800 euro. Ha semplicemente dimenticato che ci sarà sempre chi può permettersi tali acquisti mentre quelle operaie degne e commoventi al contempo stavano spiegando che stavano perdendo il proprio lavoro. Non hanno risposto. E’ triste sentire che c’è chi è convinto di poter far quadrare i conti dello Stato mentre tanti, troppi cittadini non riescono più a far quadrare i conti di casa. Il pessimismo irrazionale non fa avanzare il mondo ma la banalizzazione dell’ottimismo può nascondere i veri mali.

samedi 24 octobre 2009, par Luisa Pace