FOCUS IN - Chi siamo
RICERCA
Une N° 23 Un N° 22 Une N° 21 Une N°20 Une N° 19 Une N° 18 Une N° 17 Une N° 16 Une N° 15 Une 14 Une N° 13 Une N° 12

Accueil > Politica > Troppe domande senza risposta

Troppe domande senza risposta

Ora il premier si accanisce contro Repubblica, che da mesi pubblica ormai ogni giorno, sul suo sito e sulla versione cartacea, dieci domande a cui gli italiani attendono risposta. Invita gli industriali a non acquistare spazi pubblicitari sulle pagine del quotidiano (un invito indiretto a indirizzare gli investimenti verso le sue testate, è pur sempre periodo di crisi...anche per lui), la cita in giudizio per diffamazione. Negli Stati Uniti il giornalismo è considerato un “cane da guardia” del potere, qualcuno ha detto che in Italia è, semmai, il cane da compagnia. E se qualcuno fa tanto di azzardare una lista di dieci semplicissime domande, invece di ottenere dieci semplicissime risposte, viene attaccato con forza, arroganza, cattiveria. E’ la reazione di un piccolo uomo che si guarda con gli occhi della corte della serie di “ruffiani, cortigiani e prostitute” che lo circondano e che, senza scrupoli di sorta, lo assecondano nei suoi deliri di onnipotenza per un ritorno personale (soldi, favori, notorietà) e, attraverso i loro occhi, si vede grande. I tacchi, poi, aiutano. Anche i lifting, a volte. Il problema è che Repubblica, da parte sua, non ha scelta. In un Paese sano sarebbe bastato pubblicare quelle dieci domande una volta soltanto e il presidente del Consiglio avrebbe dovuto rispondere delle sue azioni, se non altro davanti agli italiani che l’hanno votato. Perché gli altri, oramai, si aspettano qualsiasi cosa, da lui. Però in un Paese sano non viviamo, perché Lui ha dato soltanto risposte frammentarie, contraddittorie, smentite da svariate fonti, per poi evitare completamente l’argomento ed è ancora lì dov’è, indisturbato, che, anzi, tenta pure di espandere il suo dominio al territorio europeo, cercando di zittire i commissari europei che, secondo lui, dovrebbero chiedere il permesso prima di parlare. Che a forza di esportare democrazia per noi non ne sia rimasta ? Dev’essere così. Perché a noi non ce ne importa proprio niente delle notti brave del Cavaliere, i dettagli da Novella 2000 li lasciamo a Novella 2000, ma un Presidente del Consiglio ha il dovere, ci sembra, di chiarire la sua posizione : alimenta, o meno, la prostituzione che, in Italia, è illegale ? Frequenta, o meno, minorenni ? Perché si fa chiamare “papi” ? Perché ogni sua dichiarazione viene smentita da più parti ? E’ forse un bugiardo ? Questa non è diffamazione, non sono illazioni, ma soltanto domande. E se al giornalismo non restano neanche queste, che altro gli resta ?

lundi 19 octobre 2009, par Valentina Fini