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Una bella donna sfigurata: identità italiana

Nella sua storia ogni popolo ha identificato la patria in una donna (Edipo colpisce ancora): madre giunonica, ancella o vestale, schiava da liberare o popolana guerrigliera.

Anche il popolo italiano ha vissuto questa identificazione: avete presente una bella donna? (certo, a parte la vostra compagna che sta leggendo il giornale con voi) le nostre città ne sono piene! Intendo quella che vi passa accanto, sul marciapiede, avvolgendovi in una fragranza di rosolio e in un fruscio di occhi lunghi; quella con il corpo mediterraneo bendato da un tubino stretto e nero; quella con il passo di chiffon, un passo fluido e un passo languido; quella con i capelli lussureggianti pettinati dallo Scirocco. Avete messo a fuoco? bene, non esagerate!
Ora immaginate un farabutto rabbioso che la punta, all’angolo tra la bestialità il dolore, la insulta, la aggredisce, la sfregia, si accanisce, la stupra, le tormenta le carni e la sfigura. Avete messo di nuovo a fuoco?
In una canzone politica(1) del ‘300, F. Petrarca evoca la bella donna Italia, raccontando di un “bel corpo” piagato da ferite mortali. L’Italia è una schiava germanizzata (anche Mussolini renderà l’Italia ancella del nazionalsocialismo hitleriano) che, non reagendo ai soprusi, rimane inerme a “contare le percosse”. Abbiamo attraversato sei secoli e il refrain è uguale: l’Italia è una mediterranea incantevole oltraggiata da individui privi di pudore e nessun italiano le dà una mano.
In una canzone politica (2) del 1971, F. Battiato rievoca: “Povera patria! Schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore”; e la strofa finale: “La primavera intanto tarda ad arrivare.”
Mi piace pensare: fino al 15-16 maggio 2011.
Il 14 dicembre 2010 il ventennio berlusconiano deve far fronte sia alla mozione di sfiducia delle due Camere al governo Berlusconi IV, sia alla Corte Costituzionale che si riunisce per giudicare la costituzionalità della legge sul “legittimo impedimento”, figlia di un coito interruptus tra un cavillo giuridico e gli avvocati del potere.
La legge(3) sancisce come legittimo impedimento, a comparire nelle udienze, il concomitante esercizio delle funzioni di governo ed è applicabile unicamente al Presidente del Consiglio e ai Ministri. E’ stata dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale e poi abrogata, per la parte in vigore, con il referendum del giugno 2011.
La mozione di sfiducia ha scatenato il solito (sic!) mercanteggio di voti parlamentari. Non è stato concordato il tipo di transazione se trattasi di vendita o di leasing, ma poco importa, l’importante è perseguire il bene supremo della nazione. Siamo di fronte ad un cenacolo di spiriti liberi, il resto è un optional.
Nel parterre degli onorevoli in leasing, chi acciuffa i profetici - quindici minuti di celebrità (4) - sono D. Scilipoti (IdV) e C. Polidori (FLI), quest’ultima ribattezzata Miss CEPU per segnalarne la radice culturale.
Gli “Scilipoti’s boys and girls” sostengono la fiducia all’Esecutivo evitandone la capitolazione e la morte politica. Il Presidente della Camera ce l’aveva quasi fatta a far cadere il governo ma non immaginava che, ancora, rifulgessero figure patriottiche pronte ad immolarsi per la salvezza della nazione. Successivamente, i salvatori della patria fondano il gruppo “Iniziativa Responsabile”, un perfetto cavallo di Troia; i cosiddetti “Responsabili”, responsabili troiani dovremmo dire, che ancora oggi reggono la maggioranza parlamentare a suon di nomine, poltrone, incarichi e profilattici. In termini di identità sono un clone politico: sei deputati provengono dall’UDC, tre dall’IdV, due dal PD e tre da FLI. Oggi il gruppo “Movimento di Responsabilità Nazionale” conta ventinove deputati.
Mi sbaglio ma, a ben cercarla, un’identità comune ce l’hanno: saranno tutti nipotini di Mubarak! Quindi, piuttosto che appellarli come Responsabili potremmo ribattezzarli come il gruppo dei Nipotini.
Il gruppo di responsabilità nazionale, dunque, attua un pressing snervante nei confronti della compagine governativa, battendo cassa ad ogni passaggio parlamentare di rilievo come, ad esempio, il 14 aprile 2011, in occasione del voto per la legge sul processo breve, opportunamente intitolata, a “furor di popolo”, legge sulla prescrizione breve. In parlamento e, soprattutto tra i cittadini italiani, si propaga l’idea che si alimenta un mercato delle vacche; intanto loro faxano ultimatum politici a Palazzo Chigi e passano all’incasso, dall’appoggio esterno all’appoggio interno al governo prima con la nomina di F. S. Romano (5) al Ministero delle politiche agricole e poi con l’ampliamento della compagine governativa che aggiunge nove nuovi sottosegretari. Un governo extra-large, tanto per restare nel gergo commerciale. Per dare un’idea obiettiva della statura politica dei nominati, ripercorriamo il curriculum di uno a caso dei nominati, il sottosegretario allo Sviluppo economico D. Melchiorre: donna magistrato, nel 2006 è sottosegretario alla Giustizia nel Governo Prodi, presidente della Margherita a Milano e poi componente dei Liberaldemocratici di Lamberto Dini, dopo passa al Gruppo Misto, si candida nel Pdl e dopo qualche mese esce dal Pdl per rientrare nel Gruppo Misto, è capolista per i Liberali Democratici Riformisti, nel 2010 aderisce all’UdC e nello stesso anno entra nel Terzo Polo, ad aprile 2011 lascia il Terzo Polo e torna col Pdl. In sintesi nove look diversi in soli sei anni di lavoro. Onore al merito, ricordando che, dal vangelo secondo Brunetta, la Pubblica Amministrazione italiana è occupata da milizie regolari di fannulloni mediocri; è esaltante trovare tali eccellenze tra i servitori dello Stato. Il ministro-profeta Brunetta sarà soddisfatto di premiare uomini e donne eccellenti, come prevede la sua riforma della Pubblica Amministrazione in materia di ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico
Ogni popolo del mondo identifica la propria patria in una donna: madre giunonica, ancella o vestale, schiava da liberare o popolana guerrigliera. Il popolo politico italiano, dell’ultimo ventennio, ha vissuto questa identificazione reputando la patria da puttana!
E i cittadini? Reazione popolare indifferente e tanto sconforto; ancora una volta il popolo italico rimane inerme a “contare le percosse”, sembra essere il leit-motiv dei canali mediatici istituzionali. Spesso, scatta anche lo spirito emulativo con danni da effetto domino sull’identità nazionale fuori dalle mura domestiche. Siamo talmente sprofondati nel consumismo che diventa naturale mercificare il voto parlamentare. Una progressiva immoralità sembra invadere il Paese, è il messaggio che passa sui giornali, in televisione, in radio, in rete.
Il 15 e il 16 maggio 2011 i cittadini italiani in carne ed ossa scendono in campo, oops! scusate, sono chiamati al voto amministrativo dei comuni e delle province.
Il 12 e il 13 giugno 2011 i cittadini italiani in carne ed ossa scendono in campo, oops! scusate ancora, è l’abitudine, sono chiamati al voto dei referendum popolari abrogativi in materia di gestione pubblica o privata del servizio idrico (quesito n. 1), sulla possibilità di ottenere profitti da parte del gestore del servizio idrico (quesito n. 2), sulla costruzione di centrali nucleari sul territorio italiano (quesito n. 3) e sulla possibilità del Presidente del Consiglio ed i Ministri di invocare il legittimo impedimento (quesito n. 4).
E i cittadini italiani in carne ed ossa rispondono ai loro rappresentanti da discount con maggioranze plebiscitarie, sia al nord, sia al centro, sia al sud. Nessuna narcosi popolare, dunque si afferma una scelta etica italiana che unisce Napoli a Milano, una scelta di dignità che frantuma le leggi personali della politica mordi e fuggi che infesta il Paese.
La prossima notizia che batteranno le agenzie dovrebbe essere: isola di Lampedusa, siglato accordo diplomatico. La Repubblica italiana promuove uno scambio umanitario, per ogni persona extracomunitaria che approderà sulla penisola italiana, noi invieremo al paese di origine dieci politici discount.
La primavera intanto sta per arrivare.

1 Francesco Petrarca, Canzoniere CXXVIII – Italia mia.
2 Franco Battiato, “Povera patria”, 1991 (governava la coalizione pentapartitica CAF - Craxi, Andreotti, Forlani).
3Legge 7 aprile 2010, n. 51
4Andy Warhol, movimento pop art americano. «Nel futuro ognuno sarà famoso per quindici minuti».
5 Nel 2009, Romano, è iscritto nel registro degli indagati per concorso in corruzione aggravata dal favoreggiamento di Cosa Nostra assieme a Totò Cuffaro, quest’ultimo tuttora in carcere. Le accuse emergono dai racconti del pentito M. Ciancimino.

venerdì 7 ottobre 2011, di Livio D’Agostino