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Una bellezza disarmante

Stavo per scrivere un editoriale “militante” sulla necessità di votare il Comites e lasciare al mio dirimpettaio lo sdegno post-Charlie quando dalla finestra di internet dietro al mio documento word hanno cominciato ad assalirmi informazioni sugli attentati di Copenaghen, 2 morti, 5 feriti. Nel mirino: Lars Vilks, l’autore della vignette “blasfeme”, e la sinagoga. Ecco, ci risiamo!
Pausa teatro per andare a vedere il “Pablo Neruda. La poesia della vita” di Vincenzo Cirillo, direttore della Cie Ombra di Peter e candidato Comites per la lista DRP. Un sacco di morti sul palco, Gabriel Garcia Lorca, condannato dai Franchisti, un torero la cui morte lo scrittore aveva descritto in una poesia, lo stesso Neruda, Salvator Allende … vite spezzate vissute in nome del loro popolo, dei loro martoriati paesi. Lo spettacolo, che alterna poesie di Pablo Neruda e musiche e danze che mettono in gioco il “corpo” del popolo, lingue diverse, armonie vicine e lontane, canzoni di amore e di lotta…, è in realtà un inno alla vita e a quei valori che artisti ed intellettuali hanno lasciato. Alla fine dello spettacolo Neruda dice di esser fiero di un solo premio, quello tacitamente attribuitogli dal popolo cileno che lo ha sempre considerato come il “suo” poeta. Improvvisamente mi torna tutto, le elezioni del Comites, l’importanza di artisti e intellettuali capaci di contrapporre, all’universo fratricida dei terroristi, l’universo della pace. E la bellezza delle loro opere. Questo ci manca, a loro e anche alla maggior parte di noi, un po’ di bellezza.

mercoledì 18 febbraio 2015, di Patrizia Molteni