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Unité, liberté, égalité

Maria Marzullo. Foto di Matteo Pellegrinuzzi Abbiamo evitato di parlarne per una buona parte di questo fatidico 150° anniversario dell’Unità d’Italia, ma non potevamo esimerci dal consacrare un primo piano alle celebrazioni in corso. Non tanto per celebrare ma per ribadire l’importanza dell’unità nel contesto secessionista e federalista che agita l’Italia odierna.
Lo abbiamo fatto seguendo i principi editoriali che ci sono cari, quello sguardo dalla Francia che rende conto della nostra realtà e della nostra visione della realtà. Abbiamo voluto vedere come in Francia e in Europa hanno seguito il processo di unificazione, attraverso i giornali dell’epoca e le vignette satiriche della stampa, un genere, quello delle caricature, che era agli albori e che dà in genere messaggi molto più diretti e comprensibili. Che i francesi fossero così appassionati si spiega anche con il fatto che parte dell’Italia, fino a solo mezzo secolo prima, faceva parte dell’Impero francese. D’altra parte, come ci spiega Marzia Beluffi, la Grande Armée di Napoleone aveva lasciato profondi segni nel territorio italico, tra i quali i registri di stato civile e quella voglia di andare all’estero che porterà centinaia di migliaia di neo-italiani ad emigrare.
Anche la cultura prende spunto dall’intervista rilasciata da Umberto Eco al giornale Le Monde : Gius Gargiulo parte dalla costatazione che per chi vive all’estero la domanda sulle radici dell’identità nazionale si pone in diverse forme, se non altro per contrasto con quella dei paesi che ci ospitano e in cui lavoriamo oppure, come nel suo caso spiegando agli studenti francesi le differenze storiche tra la costruzione della Francia e dell’Italia. Dante scriveva in una lingua ancora oggi comprensibile, la cultura stessa da Dante a Macchiavelli, passando per Boccaccio, Petrarca, Galilei e Manzoni, esisteva prima che esistesse l’Italia unita. Questo mostra, secondo Gargiulo, che l’identità italiana è piena di corsi e ricorsi.
Infine, a fare da ponte tra i tempi del Risorgimento e quelli attuali, Ruggero De Pas, che, citando un discorso di Mameli, ci fa riflettere quelli che erano i valori fondamentali dei giovani insorti, sostituiti oggi dall’indifferenza, se non addirittura dala xenofobia.

In questo dossier :
Come ci vedeva la stampa all’estero di Patrizia Molteni
Tutta colpa di Napoleone di Marzia Beluffi
Stato civile unito di Patrizia Molteni
Unità nella disunità di Gius Gargiulo
Fratelli d’Italia e d’altrove di Ruggero De Pas
L’unità italiana in Francia

jeudi 9 juin 2011