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aLtRoVe, il locale “altro”

Aperto da dicembre, in rue du Cherche Midi un locale che non è un’enoteca, non è un bar, non è un traiteur, né un’osteria … è tutto questo e altro ancora.


Massimo Rizzo, lo conosciamo da qualche tempo, grazie al Croccante, piccolo ristorante al 138 rue de Vaugirard, ormai regno indiscusso della moglie Debora, cuoca sublime.
Lo avete incontrato magari al barettino del Forum delle Associazioni Italiane, che ha tenuto per diversi anni con annessa preparazione di non pochi cocktail ufficiali; meno conosciuta invece la sua attività di distributore vinicolo presso i ristoranti di Parigi e regione.
Nel 2009 Massimo, insieme a Aude Lefay, ragazza alvernate di origine ma italiana di cuore, hanno creato Arkestrato & Co diventando così ambasciatori di alcune importanti case vinicole che fanno l’orgoglio del nostro Paese in giro per il mondo. Il primo dei grandi marchi è stato Donnafugata, oggi si sono affiancati altri 6 produttori, di altrettante regioni, per i quali Arkestrato ha l’esclusiva nell’Ile-de-France. I “magnifici sette” vanno dal Piemonte (Michele Chiarlo), alla Sicilia (Donnafugata, appunto), passando dalla Toscana (Carpineto), le Marche (Garofali), la Campania (Villa Matilde), il Salento (Tenute Rubino) e anche la Sardegna (Dettori). Prospezioni, degustazioni e intrattenimenti enogastronomici presso i veri ristoranti italiani, fiere di villaggio, saloni e appuntamenti professionali di ogni genere e sorta. Massimo e Deborah sfatano da soli il mito del siciliano che lavora con lentezza (“se lavora”, aggiungerebbero le malelingue leghiste), lui anche quello degli uomini monofunzionali: mentre taglia le puntarelle è capace di rispondere alle mie domande mentre serve una cliente, risponde al telefono e saluta gli abitanti del quartiere che passano di li, il tutto considerando ciascuno dei suoi interlocutori e le puntarelle degni di tutta la sua attenzione. Massimo non vende vino o cibo, cioè non fa solo quello, racconta la storia del prodotto, aneddoti folkloristici, leggende, rispetta tutti i riti dell’assaggio (sacro), fornisce ricette e segreti dello chef, abbinamenti, e condisce questa sua passione con un’autoderisione tutta italiana: uno spettacolo! Ecco che allora il solo contatto con i ristoratori gli stava un po’ stretto e per essere più vicino ai consumatori di base, alla gente, ha concepito questo locale “bonsai”: 37m2, 15 posti. Perché “altrove”? Perché vuole che la gente quando entra “chiuda gli occhi e si trovi in una cascina in Toscana, sotto un pergolato in Puglia, in un’osteria in Sicilia o in una piccola sala da pranzo da qualche parte in Italia”… altrove insomma. Il concetto è di partire dai vini mettendoci però degli accompagnamenti, come si fa in Italia: spizzichi, stuzzichini, cicchetti… Dolci e salati, verdure ripiene, insalate, le famose puntarelle (specialità romana difficilissima da trovare anche nel resto d’Italia), olive ascolane, formaggi di Fossa da Forli… Ogni mercoledì fresche fresche arrivano le mozzarelle e la scamorza da Salerno, la burrata da Andria, la Crescenza da Bergamo.
Entra una signora che vuole assaggiare l’olio (ne ha di pugliesi, umbri, siciliani e toscani) e tra un assaggio e l’entrata di un’altra signora finisce in degustazione-aperitivo e lezione aperta sui vini. I consigli del giorno: “rossi giovani e fruttati come il Sangiovese delle Marche di Garofoli o il Dogajolo di Carpineto in Toscana oppure robusti e corposi come il Nero d’Avola di Sicilia, l’Aglianico di Villa Matilde in Campania, rotondi e affascinanti come il Primitivo di Rubino delle Puglie o il Cannonau biodinamico di Dettori in Sardegna. Tra i bianchi il Verdicchio di Jesi di Garofoli, ottimo col pesce, la Falanghina di Villa Matilde per un insalata sfiziosa, magnifico il Gavi di Chiarlo del Piemonte da abbinare al vitello tonnato, il Ben Ryé (passito di Pantelleria) per sognare”. Questi i vini del momento, passata una settimana altri saranno all’ordine del giorno.
Da aLtRoVe si può anche mangiare un paninone: pane casareccio fatto da Debora e riempito di ogni ben di Dio, tanto che gli habitué lo mangiano metà a pranzo e metà a merenda, insalate capricciose, dei piatti gratinati e anche, su richiesta, la pasta del giorno cotta al dente. Tra poco cominceranno anche i viaggi enogastronomici, les “escapades gourmandes”, come li definisce lui, delle cene di cinque pietanze ad ognuna delle quali viene abbinato un vino diverso, per un’immersione totale in territorio tricolore. I piatti saranno elaborati da Massimo e Federico Spina detto "il Biondo" giovane cuoco triestino che armeggia dietro i fornelli in questo nuovo ristorante tascabile. Risultato: una cena ottima e abbondante che è un vero viaggio gastronomico. Arkestrato è ormai rodato su questo genere di eventi, che ha organizzato sia al Croccante che in altri ristoranti parigini. Da seguire assolutamente.

aLtRoVe
105, rue du Cherche Midi
Paris VI - Tel. 0173738259
altrovecherchemidi@yahoo.fr

martedì 18 febbraio 2014, di Patrizia Molteni