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Europee 2014

chi sale e chi scende

In Europa stravincono gli astensionisti, l’Italia invece con più del 58% dei votanti è il paese in cui queste europee hanno mobilitato di più, anche perché erano abbinate in parecchie città ad elezioni regionali e amministrative, già che si va alle urne…

Tra i votanti però bisogna fare un distinguo e non solo in Italia : tra quelli che non si sono astenuti c’è anche chi ha votato ma contro l’Europa, forse il grande perdente di questa tornata elettorale. La lega Nord, per esempio, che con Matteo Salvini è riuscita a superare il misero 4% in cui era sprofondata per arrivare al 6,16%, ha basato la sua campagna elettorale sull’uscita dall’euro. Così come Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, che pur non entrando nell’europarlamento recuperano il 3,7% dei voti, sono ferocemente contrari all’Europa.
Perdente anche il movimento 5 stelle, che tanto pro-Europa non è, ma che si aspettava uno “tsunami” con il quale mandare a casa governo e presidente della repubblica. I leader, Grillo e Casaleggio, erano talmente sicuri che promettevano di andarsene loro se non fossero stati il primo partito, promessa ovviamente ritirata dopo i risultati. Hanno fatto eccezione a tutte le non-regole del non-partito andando persino in televisione e persino a “Porta a Porta” feudo berlusconiano. Ma anche se Casaleggio, potere occulto del movimento, ha interpretato la parte del “buono”, Grillo ha continuato ad interpretare quella del “brutto e cattivo”, urlando insulti e bestialità a tutto spiano. Una campagna-spettacolo a pagamento in cui si esibiva nei più grandi teatri d’Italia che di per sé era il contrario della democrazia. Certo i partiti si finanziano sulle tessere o sul sostegno anche economico dei simpatizzanti ma fare comizi a pagamento mi sembra molto lontano dall’idea di politica : i comizi non servono a parlare con la gente ? Anche quella di altre tendenze, anche quella che i minimo 20 euro del biglietto non ce li ha ? E i partiti che non hanno un comico di spicco per riempire i teatri ? Sapete quanto costa affittare un teatro ? Di più : perché giocare su un titolo, “Te la do io l’Europa”, già usato per altri spettacoli di successo nella televisione commerciale sulla quale ha poi riversato una valanga d’improperi ? Ovvero : perché infastidirsi quando non lo si prende sul serio quando è lui per primo che gioca sulla sua fama televisiva di comico ? Sono un po’ queste le critiche mosse dai parlamentari grillini che analizzando il voto hanno chiesto ai leader di abbassare i toni : a forza di fare sparate come “Io sono oltre Hitler” o “vivisezioniamo Dudù” (il cane di Berlusconi), a forza di minacciare la cacciata di tutti meno uno (forse 2 con Casaleggio) hanno perso milioni di voti. In risposta, Grillo sta lavorando ad un’alleanza tra il M5S e l’UPIK, il partito di (estrema ?) destra britannico guidato dall’euroscettico Nigel Farage, già condannato per le sue battute infelici al parlamento europeo.
Decisamente vincitore Matteo Renzi, con il 40,81%. Al contrario di Grillo, Renzi aveva il “sogno proibito” di un 40% ma alle politiche e aveva già cominciato a mettere le mani avanti su eventuali rimaneggiamenti se il risultato non superasse il 30%.
Pareggiano invece la Lista Tsipras, penalizzata da apparizioni mediatiche molto rare ma che raggiunge un dignitoso 4%, e il Nuovo centrodestra, il partito creato dal vice-premier Alfano dopo la scissione da Forza Italia, che invece sperava che l’accoppiata leader di partito-vice-premier premiasse di più del 4,4% ottenuto insieme all’UDC di Casini.
Infine quelli che per i prossimi mesi (anni ?) rimarranno in panchina, in primis Silvio Berlusconi (che comunque non può né candidarsi né votare).
Una riflessione che forse varrebbe la pena di fare, guardando ai risultati delle Europee in generale è l’ascesa della destra, a cominciare dal 25% del Front National in Francia fino all’elezione di un parlamentare neo-nazista tedesco e ai sorprendenti risultati della destra in Austria, Norvegia e Gran Bretagna. Il centro-sinistra invece stravince in Grecia con Tsipras, Spagna e Portogallo, guarda caso i paesi più colpiti dalla crisi, quelli che l’Europa bacchetta e di cui ogni tanto vorrebbe liberarsi. La percentuale dei votanti e il fatto che si votasse per l’Europa non deve far pensare – come si è cercato di fare - che improvvisamente i francesi sono diventati lepenisti e i greci comunisti. Fa riflettere invece sull’Europa che vorremmo, gli uni e gli altri : che sia l’euroscetticismo di chi ha paura di dover mantenere i paesi più poveri, di essere invaso da orde di immigrati, di perdere la propria “supremazia” nazionale o l’entusiasmo di chi la vuole cambiare perché si avvicini di più alle esigenze dei cittadini, l’Europa così com’è non va. Che sia la volta buona che cambi in positivo ?

Il voto degli italiani in Francia

La prima constatazione è la scarsa partecipazione degli italiani in Francia alle europee, un misero 6,77% contro il 58% nazionale, il più alto in Europa. I record di partecipazione vanno nell’ordine a Estonia, Lettonia, Lituania e Cipro, mentre i minimi storici sono stati raggiunti nei paesi in cui la presenza italiana è più radicata : Belgio, Germania, Spagna. L’affluenza all’estero però è determinata anche dal fatto che i cittadini europei possono anche votare per il candidato del paese di accoglienza, cosa che si è probabilmente verificata là dove i connazionali fanno parte della società civile da più tempo.
Si ripone però la questione dell’allestimento dei seggi, previsti per accogliere 1.406.291 elettori e usati soltanto da 83.254 mila votanti (in Francia sono stati 20.216 su 298.211 aventi diritto al voto). Una macchina pesantissima e costosa che si potrebbe alleggerire inviando la comunicazione ed allestendo seggi solo per le persone che ne fanno richiesta, un po’ come in Francia l’iscrizione volontaria e volonterosa alle liste elettorali.
I risultati in Francia rispecchiano grosso modo la media nazionale, con il Partito Democratico votato dal 37,14%, il movimento 5 Stelle dal 13,17%, Forza Italia dall’11,11 e via scendendo per gli altri partiti. Da notare però che la lista Tsipras si è attesta al 6,87% (contro il 4% nazionale) e la Lega Nord al 3,15%, molto sotto quindi alla percentuale ottenuta in Italia.

mercredi 18 juin 2014, par Patrizia Molteni