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reato d’opinione: un onore per uno scrittore

Mancano poche ore al processo contro Erri de Luca, scrittore napoletano, per “reato di opinione”. Ha infatti detto e ribadito che secondo lui la linea Torino-Lione andrebbe “sabotata perché inutile e nociva”. Ha aggiunto poi, alla notizia del processo, che avrebbe potuto usare “bloccare” o “impedire” ma che sabotare “ha sempre avuto nella storia un’accezione politica: anche gli operai che bloccavano le catene di montaggio, sabotavano pur senza rompere alcun macchinario”. In altre parole, non si tratta di violenza vera ma di semplice opposizione politica. Ma poiché è stato scrittore seguito da milioni di lettori, il suo è diventato un “reato di opinione”, cosa sulla quale ha commentato, come c’era da aspetttarsi, “per uno scrittore il reato d’opinione è un onore”: il ruolo degli intellettuali è proprio quello di riflettere, di interpretare, di mostrare il mondo reale e i mondi possibili. Al di là di quello che ciascuno di noi può pensare della TAV e gli scontri che ormai da anni sconvolgono la Val di Susa, quello che è inquietante è che ad un autore (è successo anche a Tabucchi e diversi altri) venga processato per le sue parole. In un paese in cui Umberto Bossi, ex leader della Lega Nord, minacciava ogni due per tre di scendere in piazza con i fucili, in cui Borghezio può esprimere liberamente le sue “opinioni” xenofobe e razziste e Berlusconi fare i propri comodi con le minorenni (non è illegale anche quello?), in cui Beppe Grillo vuole cacciare tutti a “calci in culo” (cito) e si definisce “oltre Hitler”, in cui nelle aule del Parlamento regolarmente vengono alle mani … non gente qualunque, gente che con le loro parole, tradotte in legge, possono “violentare” un paese intero, volente o nolente. Sì perché il vantaggio dello scrittore è che si legge/si ascolta per scelta mentre gli effetti a volte nefasti della politica li subiamo tutti indistintamente.
Possibile allora che i processi alle parole vengano fatti agli scrittori e non ai politici? Spero almeno che se mai condannino Erri De Luca (gli auguro di no) se la cavi con una pena simile a quella di Berlusconi, anzi se ce lo vogliono mandare a Parigi a lavorare con le associazioni, non aspettiamo altro!

mercoledì 18 giugno 2014, di Patrizia Molteni