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Elogio della frattempistica
di Gigi Spina
Nel frattempo, cioè tra un numero e l’altro di Focus In, l’articolo “Il perimetro del niente” ha provocato la reazione di Gigi Spina che ci regala questa lettera di Lucillo a Seneca, pubblicata nella collana “Autentici Falsi d’Autore” dell’editore Guida (ogni allusione all’artista Pietro Guida è puramente casuale), per la direzione del suo caro amico Gianni Casertano. “Il frattempo era già noto a Lucilio, e per sua via, a Seneca”, scrive il vero autore di questo falso, “onore a Patrizia che l’ha riscoperto”.
Gentile Seneca, Lucio Anneo,
mi chiedi di parlarti del tempo, del tempo che fa dalle mie parti. Io invece ti parlerò del Tempo, non del tempo che fa, ma di quello che fugge, non del tempo che rende nervosi, ma di quello che accumula saggezza, se lo si sa vivere. Il Tempo: prova a pensare a quello che hai fatto ieri. Sono sicuro che qualcuno direbbe che hai fatto il bello e il cattivo tempo a corte, hai lusingato l’imperatore facendo l’occhiolino alla procace mamma. Ma questo è stato appena ieri. Oggi starai già escogitando qualche altra diavoleria cortigiana.
Dunque il Tempo. Una volta sentii un greco chiedere ad un indovino: qual è il meteo delle Meteore? Giocava con le parole, come vorresti fare tu, ma almeno quello era greco! Allora prova a riflettere sul Tempo e rispondi a questo test: è più veloce un cammello che attraversa la cruna di un ago o un’auto mediamente carica che attraversa il traforo del Monte Bianco? Come calcoleresti questo tempo? Facendo affidamento sul numero di pensieri compiuti che sei riuscito a metter in fila nel frattempo? Oppure con un discreto orologio da polso, magari dotato della funzione cronometro? O ancora cercando di capire com’è cambiata la tua coscienza, il tuo senso di te, mentre facevi la sola per te possibile delle due operazioni indicate nel test, cioè la seconda?
Spero che, senza confonderti, tu riesca a trovare la soluzione e possa poi, volendo, approfondire l’argomento, sempre che tu non sia più affezionato al tempo atmosferico, alle quattro stagioni, al volo degli uccelli migratori, alla natura che cambia. E allora, perché non cerchi di cogliere il rapporto che c’è fra questi due Tempi? Perché non cerchi di capire che il Tempo si concretizza nel frattempo? Uso spesso questa parola, frattempo, l’unica parola che dia una dimensione al presente, Tempo condannato a sparire continuamente, a ‘non essere’. Eppure, cos’è il frattempo se non il presente? Cos’è il durante, se non la sola dimensione temporale possibile rispetto all’avanti e al dopo? Pensa se si volesse misurare il Tempo dei secoli, delle migliaia di creature che hanno calpestato questa terra, usando divisioni legate ad un prima e ad un dopo, che so, avanti Romolo e dopo Romolo, per metterla in ridicolo.
Ricordo, quando frequentavo la scuola di retorica, una giovane vergine che sembrava sensibile ai miei sguardi. Un giorno che la lezione terminò prima, per un attacco di tosse del retore, mi fermai a parlare con lei. Ebbene, di quell’incontro, di quel dolce colloquio, ricordo solo il durante: non saprei parlarti del prima né del dopo, ma solo del frattempo. I frattempi segnano la nostra vita, come fotogrammi di un montaggio predisposto, ma mai portato a termine. Non far caso a questi paragoni. Li capirai, appunto, col Tempo.
Stando così le cose, se proprio vuoi avere notizie del tempo che fa a Salernum, basta che ti colleghi con una qualsiasi stazione radio e aspetti con pazienza, il Tempo necessario, finché il retore delle previsioni non ti ragguaglierà… Certo, sull’avanti e sul dopo: sul tempo nel frattempo, beh, questa è esperienza che solo chi vive il presente potrà fare.
Ti augura salute
Lucilio
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