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I bravi di don Rodrigo

A cura di Francesco Forlani

Abbiamo conosciuto l’arte di Rodrigo Pais il giorno in cui Graziella Gioacchini ci ha chiesto di animare una tavola rotonda alla Tour de Babel dedicata al fotografo romano. È stata l’occasione per accedere grazie a Glenda Furini che ne cura l’archivio per l’università di Bologna e al professor Guido Gambetta che lo ha scoperto, alle mille vite raccontate da Rodrigo Pais in una Babele di volti e personaggi, storie e paesaggi, in grado di ricostruire, attraverso le storie che quelle immagini sottintendono, la complessità di un tempo e di uno spazio, l’Italia, che ritorna incessantemente nel nostro immaginario. Per descrivere meglio quanto sto dicendo di una poetica che è un elogio della manovalanza, prenderò in prestito due fotografie.

In una siamo sul set di Matrimonio all’Italiana e vediamo Sofia Loren e Marcello Mastroianni guardarsi negli occhi sotto lo sguardo quasi paterno di Vittorio De Sica. A colpire è lo sfondo, vero focus della nostra attenzione: le gambe ciondoloni di manovalanza e figuranti, ragazzini e spettatori. Foto che sembra dire, l’America è qui anche per via della decappottabile e la macchina da presa Technicolor. Vero paradosso della foto è il fatto tra l’altro di essere in bianco e nero di un film girato a colori. L’esatto contrario di quanto accadesse fino a pochi decenni prima ovvero di fotografie di scena a colori per film girati in bianco e nero. A colpire, il punctum è l’inversione del punto di vista; è lo spettacolo a osservare lo spettatore come se gli attori fossero loro e non i divi che di fatto osservano se stessi. Dicevo prima della matrice operaia, da intendersi nel senso del mestiere e infatti per associazione immediata è proprio all’icona per eccellenza della classe operaia in Paradiso quella a cui ho pensato, Lunch atop a skyscraper scattata il 20 settembre del 1932. In essa letteralmente campeggiano a centinaia di metri di altezza su una trave sospesa nel vuoto, sull’abisso unidic operai, praticamente una squadra di calcio, ognuno intento a inscenare un piccolo quadro di vita quotidiana, bere, sgranocchiare qualcosa, discutere, leggere il giornale.

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