Parigi senza passare dal via

Di Chiara fama

Chiara Mezzalama di libri ne ha scritti tanti, l’ultimo, Dopo la pioggia, entrato nella sporca dozzina del Premio Strega. Tale unità, va detto, non si limita al peso che eventualmente le vicende autobiografiche hanno sulle storie che si scrivono, ma si esprime soprattutto nella creazione di mondi a partire da mondi che esistono già o non ancora, alla portata di tutti.

di Francesco Forlani | Pubblicato su Focus In 50

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Emporio romano

 Alessandra Pierini è venuta in Francia nel febbraio dell’87, in una piccola cittadina a 20 km da Aix-en-Province, nella campagna provenzale per raggiungere il suo futuro marito all’epoca direttore di un caseificio nel quale si producevano mozzarella, caciotte e formaggi del sud Italia.

di Francesco Forlani | Pubblicato su Focus In 49

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I Giardini di Marceau

Perugia sembra allitterare il nome della ville Lumière, come il nome di Fabrizio Pazzaglia; in più, sembra quasi fare da controcanto alla luce il nome Umbria – anche se è proprio la felice combinazione dei due elementi a determinare il tono del dipinto

Pubblicato su Focus In 48 

Nico Morabito tra essai e assai

Con Nico Morabito ci siamo incrociati in occasioni di presentazioni di libri, di eventi culturali organizzati dallaTour de Babel o all’Istituto di cultura. Nico ha une vraie gueule, c’è qualcosa di arcaico nello sguardo, nei tratti meridionali, che suggeriscono leggerezza e storia, poesia e vita.

di Effeffe | Pubblicato su Focus In 47

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La “comedia” (non) è finita

Le Théâtre de la Comédie Italienne non è soltanto un luogo ma un mondo. chiunque abbia vissuto a Parigi per un po’ non può non aver sentito parlare, per lo più dagli amici francesi, o dalla viva voce del suo fondatore Attilio Maggiulli il canto o il disincanto della storia di questa sala nata nel 1980 nel cuore di Montparnasse.

di Francesco Forlani, trascrizione di Sirio La Pietra rivista e corretta dal maestro Francesco Forlani, 

foto di Sergio Trapani  | Pubblicato su Focus In 46

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Poeti, navigatori e sante donne di scienza

In un periodo che ci obbliga a tenere le distanze come esercitare l’arte del ritratto senza infrangere le consegne? Ci affidiamo allora a frammenti, fotogrammi un po’ sparsi ovunque nella nostra memoria cercando di ricostruire quanto appena perduto. Laura Surace è una giovane ricercatrice ma ci piace pensarla come una “ritrovatrice”.

di Francesco Forlani | Pubblicato su Focus In 45

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Le jeu des rôles

Sono nata e vissuta a Salerno fino ai 18 anni. In questi giorni guardo le strade di Salerno – il duomo, il centro storico, le luci natalizie che quest’anno sono più sobrie degli altri anni – e penso con gratitudine che la mia è una città bellissima. 

Pubblicato su Focus In 44

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Una lingua spogliata d’infanzia

La prima cosa che ho letto di Ornela Vorpsi era un saggio su una famiglia di fotografi, d’origine italiana, in giro per l’Albania del secolo scorso, intitolato Scritti di luce, e pubblicato da Derive e Approdi nel numero Shqipëria: Albania e Europa.

di Francesco Forlani | Pubblicato su Focus In 43

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Fortunato tene a robba bell

“La libreria era frequentata dai traduttori e dunque poteva capitare che ci chiedessero di autori da tenere d’occhio e che noi provvedevamo a segnalare. Gli incontri svolgevano anche questa funzione e molte case editrici che avevano pubblicato autori italiani ci proponevano di accoglierli per aiutarli a far conoscere le opere da loro tradotte.”

di Francesco Forlani | Pubblicato su Focus In 42

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A mente, Serena

Ci sono dei destini, per lo più di donne, che non si lasciano tracciare, definire attraverso un solo quadro di riferimento. Non esistono in tali destini separazioni di carriera, tra pubblico e privato, com’è il caso dei commedianti che vivono la vita come un’infinita tournée.

Pubblicato su Focus In 41

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Dreux senza passare dal via

Ci sono dei destini, per lo più di donne, che non si lasciano tracciare, definire attraverso un solo quadro di riferimento. Non esistono in tali destini separazioni di carriera, tra pubblico e privato, com’è il caso dei commedianti che vivono la vita come un’infinita tournée.

Pubblicato su Focus In 39

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Ho visto anche zingari felici – Raffaele De Leo

Il dodicesimo è un quartiere sospeso tra le piazze e la stazione più italiana delle sette che costellano l’Isola di Francia: la Gare de Lyon. Di Claude Tillier che il dodicesimo lo abita da un bel po’ basterebbe ricordare due cose…

Pubblicato su Focus In 38

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Avere gli altri sentro sé

“Tutto comincia con l’attentato a Charlie Hebdo. Simbolicamente conta molto questa cosa. Io e Cristina Boraschi, ci siamo conosciute dodici anni fa qui a Parigi per altre cose. All’epoca io lavoravo nel mondo della formazione, lei aveva una casa a Parigi, e siamo diventate amiche in un attimo”.

Pubblicato su Focus In 37

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Favela Chic – Rozane Mazzer

Rozane Mazzer e Jérome Pigeon, lei brasiliana lui francese, entrambi bellissimi, s’inventarono negli anni novanta la Favela Chic. Rue Oberkampf si trasformò di colpo grazie anche ad altri locali come le Charbon in un formicolìo di talenti, pullulare di scene musicali e culturali.

Pubblicato su Focus In 35

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Il verso di casa

Jean-Charles Vegliante è professore, poeta, traduttore della Commedia di Dante. Ogni volta che lo vedo provo sempre un po’ di soggezione, i suoi anni di navigazione nei marosi delle lettere sono il doppio dei miei ma soprattutto perché ha uno smisurato talento di traduttore e poeta.

Pubblicato su Focus In 34

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La costruzione di una cosa

Parigi è una spirale. Così gli arrondissement si seguono l’un l’altro, dal primo fino al diciottesimo. Ma per quanto si sia convinti che dalla conchiglia che questa metropoli suggerisce come forma, solo dal centro si possa sentire il rumore del mare poggiando l’orecchio,  in realtà non è così.

Pubblicato su Focus In 33

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Il tempo ritrovato di Swann

Chloé, 27 anni, italiana di terza generazione, è considerata tra le voci più originali della nouvelle vague française. Pop, Rock, molto Velvet Underground e Bowie, ma anche, a sorpresa autrice di una cover tutta italiana nel suo nuovo album. 

Pubblicato su Focus In 32

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Un’arte dei pezzi

“Solo i francesi, gli inventori del metro e della misura, unico popolo a donare natura divina alla ‘ragione’, potevano infatti concepire un cartello come quello che si incrocia scendendo da Parigi verso l’Italia  e che recita letteralmente : ligne de partage des eaux”. 

Pubblicato su Focus In 31

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