Ho visto famiglie al ristorante mangiare, parlare (poco) e far scorrere nello stesso tempo le “storie” su Instagram, o le pagine TikTok, YouTube, Face-book, Twitter, WhatsApp nei loro cellulari per non perdere nessuna briciola dei nuovi post. Ho visto una ragazza a cavalcioni sul materassino gonfiabile, le gambe immerse nell’acqua del mare, una mano nei capelli e l’altra, abile, sul piccolo schermo dell’iPhone, in contatto continuo con la sua “rete”. Ho visto un bambino di due anni urlare nel passeggino perché la madre tentava di sottrargli il proprio cellulare al quale il piccolo e