Con Nico Morabito ci siamo incrociati in occasioni di presentazioni di libri, di eventi culturali organizzati dalla Tour de Babel o all’Istituto di cultura
Nico Morabito tra essai e assai
Con Nico Morabito ci siamo incrociati in occasioni di presentazioni di libri, di eventi culturali organizzati dalla Tour de Babel o all’Istituto di cultura
Il mare ha sempre ispirato cantanti e musicisti. Tante le canzoni italiane, di tutti i generi e con tante angolazioni diverse, direttamente dedicate alla sua immensità, al colore, sapore, rumore, freschezza, carattere, paesaggi, stagioni… oppure brani che parlano del mare in modo simbolico, evocativo, per illustrare altro.
« Lei ha voluto essere ciò che era inventandosi un luogo per esistere. Un luogo per resistere. » È la parabola contenuta nel romanzo di Igiaba Scego, scrittrice italiana di origine somala, giornalista e attiva studiosa della transculturalità e della migrazione.
Un professore è stato decapitato davanti alla scuola dove insegnava. Non è successo nel medioevo o durante un’orda barbarica al tempo dei Romani. È successo venerdì 17 ottobre 2020. Non è successo in Iran, in Siria, o in un territorio di guerra lontano, ma è accaduto accanto a noi, in un quartiere urbano uguale ai nostri, davanti a un collège come quello dove vanno a scuola i nostri figli e i nostri nipoti. La parola “decapitato” è rimbalzata su tutti i media, amplificando l’orrore del dramma. Se avessimo letto: accoltellato, colpito da una pallottola, ucciso, saremmo stati certamente e ugualmente scossi e inorriditi, ma questo termine di “decapitato”, apre con crudezza scenari apocalittici, rievoca immagini di barbarie e crudeltà senza fine.
Care lettori, lo so che aspettavate la parola sghimbescia per sollevarvi dal vostro umore annerito e affumicato. Ed ecco il vostro Felice che vi scrive dal suo pertugio come un sorcio appena ridestato dal letargo ma finito subito in trappola. Infatti care amichi, dopo una illusionevole estate, rieccoci finalmente tutti espressamente ripiombati al nuovo locchidaun d’autunno! E nella fatica della sopravvivenza non si vede traccia di quella
La vita è altrove, rubrica letteraria trasmessa nei due giorni gonfi di eventi, tra il 20 e il 21 giugno, è stata un’analisi fredda, sognante, spassionata, che ha raccolto sei scrittori intorno ad una riflessione geografica ed esistenziale, affettiva ed artistica, comunque molto umana.
TRENTESIMO EPISODIO Erano quasi le undici, il caldo saliva intenso dall’asfalto, Gregorio respirò il sole alzando il mento al cielo, abbassò la mascherina per accendere una di quelle sigarette fumate per noia, di quelle che non finisci perché appena l’accendi arriva il treno, il pullman, l’amico che sia, infatti: un maggiolino azzurro s’arrestò al civico […]
Quando l’8 ottobre ci siamo ritrovati alla Maison de la Poésie per la prima serata dell’edizione 2020 di Italissimo, era difficile nascondere l’entusiasmo. I bar avevano già le saracinesche abbassate, deuxième vague oblige, ma quella sera saremmo comunque riusciti a vedere Ascanio Celestini, arrivato il giorno stesso dall’Italia.
Il Forum virtuale delle associazioni franco-italiane dello scorso giugno 2020 sicuramente ci ha insegnato che è possibile essere una comunità forte e resistente. Nonostante tutte le associazioni, e le tante persone che le animano, fossero distanti l’une dalle altre, quest’ultimo forum è stato un tripudio di musica e spettacolo, mutui scambi di tradizioni culinarie, particolarità geografiche, curiosità storiche e scoperte continue.
La storia della migrazione italiana in Tunisia è lunga e variegata e include anche una sorprendente pagina di storia di mare: la scoperta e lo stanziamento di una piccola comunità di pescatori ponzesi nel 1872 sull’isola tunisina nota come La Galite.